La Catena dei Ban e la Valle di Lacrime

da | Dic 8, 2019 | Pietro Bragioto

Articolo di Bragioto Pietro,

Per non ripetere

Spesso in giro ai tornei o nella mia fumetteria cittadina, mi viene richiesta in continuazione la mia posizione sui ban e sul futuro del formato.

– Astrolabio andava veramente bannato?-
– Tron è troppo forte, pensi che presto ci lascerà? –

Dopo l’ennesima domanda di questo genere, mi sono deciso a scrivere ciò che penso riguardo a questo spinoso argomento, così la prossima volta risponderò con il link dell’articolo senza dover ripetermi di nuovo.

Mettetevi comodi e non continuate la lettura se questa è una vostra stupida giornata di sole e sorrisi casuali: l’articolo sarà colmo di quello che molti chiamano “pessimismo” o “amarezza” e che io definisco realismo.
Amaro ma pur sempre realismo.

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Le radici del male

Vorrei che fosse chiaro, fin da subito, che non voglio parlare nello specifico della situazione di Trono al momento e se vada eventualmente bannato qualche pezzo della sua engine: non mi interessa perchè non è quello il punto.

Bisogna parlare del meccanismo che c’è dietro, delle linee guida che la Wizzard sta seguendo da tempo per regolamentare il formato povero: perchè il problema non è il Trono di adesso, le radici del male risalgono a qualche tempo fa.

Fin dal “Blue Monday” dove abbiamo avuto i 3 Free Ban di Gitaxian Probe, Daze e Gush, la Casa Madre ha iniziato con la sua catena di Ban privi di lungimiranza ma giustificati dai numeri, Ban che logorano il bel gioco.
Bisogna partire da lontano per vedere chi non sa vedere lontano.

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Numeri e Buon Senso

Numeri e Buon Senso non sono la stessa cosa ma sono in correlazione: bannare basandosi solo sui numeri può a volte non avere buon senso.
Mi spiego peggio: una carta non deve essere bannata solo perchè è il migliore supporto del best deck.
Se un mazzo sta dominando e soffocando il meta, questo è un problema che deve essere risolto dai ban, salvo delle nuove stampe che capovolgono lo status quo ma questo è abbastanza raro nel mondo della Magia povera.
Se Jeskai o UB Delver stanno dominando il meta ed i numeri delle % dì Win Rate lo testimoniano, bisogna bannare, ma con buon senso.

In passato hanno ragionato così:
– Jeskai / UB Delver è un problema per il formato! –
– Astrolabio / Gush è la carta più giocata del formato che sta alla base del mazzo –
– Stronchiamo il mazzo con l’ascia del ban –

I numeri stanno all’origine del ragionamento ma non ne danno il senso: un ban è giustificato dai numeri problematici, ma la direzione presa non lo è.
Tradotto: bisogna azzeccare la carta da bannare senza farla così semplice.
Vi svelo un piccolo segreto: non è mai così semplice.

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Dopo la Rivoluzione

Troppe volte la voglia di cambiamento giustifica i peggiori ragionamenti: non basta la voglia di cambiare, bisogna avere un panorama in mente.
I ban non dovrebbero solo limitarsi ad azzoppare il best deck di turno, ma dovrebbero restituire ai player un meta con una migliore giocabilità.
Se banno per un meta peggiore o comunque poco godibile e vario, mi ritroverò punto e a capo con il bisogno di un altro ban.

Chi l’avrebbe mai detto che Tron sarebbe diventato un problema?
Un mazzo che qualche anno fa non era nemmeno la seconda scelta per un torneo competitivo ed ora sembra così opprimente e incontrastabile.
Qualche rivoluzione malpensata gli ha tolto i Mu negativi: combo e tempo azzoppati dal Blue Monday, mentre i Midrange “agili” che potevano giocarsela sono stati risotterrati con il ban di Astrolabio.

I borghesi di un tempo sono diventati i nuovi nobili.
La rivoluzione ricomincia, senza un panorama in mente.
Solo con la voglia di cambiamento.

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Interesse e Lungimiranza

Quando banno, dovrei avere in mente uno scenario futuro sano per il formato.
Bisogna avere una buona dose di lungimiranza, senza la quale si incorre in scenari poco graditi, ad esempio quello di adesso con Tron che diventa improvvisamente un problema.
Tuttavia la lungimiranza richiede interesse nell’argomento.

Lo dico senza mezzi termini: alla Wizard manca interesse nel formato Pauper da sempre trascurato e bistrattato.
Senza interesse è davvero difficile la lungimiranza.
Senza lungimiranza ci troviamo in un continuo stato di rivoluzione.

Alla Wizard basta giustificare i suoi ban con i numeri senza dare scenari futuri e risolvendo il problema azzoppando il best deck del momento:
– Gush, Gitaxian e Daze erano delle free spell dannose per un formato eternal per di più di sole common, per questo erano presenti nei mazzi più dominanti tra cui UB Delver;
– Astrolabio ha abbattuto le barriere di mana del Pauper ed ha dato origine alle inaccettabili Win Percentage di Jeskai.

Belle favole da raccontare con un ragionamento sottostante semplice e pulito.
Mancano completamente delle previsioni sul futuro.
Si banna per colpire il best deck senza valutare l’impatto che questo avrà sul futuro del formato.
Che togliendo tempo e combo, Tron sarebbe diventato pericoloso è una considerazione da giocatore medio della vostra tappa Pauper settimanale.
Perchè lui, un minimo interesse per il formato, lo ha.

Alla Wizard ci sono persone capaci di bellezze di game design come dimostrato dai draft negli ultimi due anni: abbiamo avuto delle vere perle come ambienti da Limited, Modern Horizon, Dominaria e la stessa Throne of Eldraine sono ritenute dagli esperti alcune delle espansioni più belle da draftare di sempre.
Mi rifiuto di pensare che persone capaci di creare tali meraviglie, non sappiano azzeccare due ban in croce in Pauper, semplicemente non ne hanno interesse.

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La Valle di Lacrime

Ma perchè delle persone a cui il Pauper non interessa dovrebbero prendersi il disturbo di bannare qualcosa?
Perchè quando la folla impugna i forconi, quest’ultima è fastidiosa anche se si tratta del più povero manipolo di anime: quando in Pauper la situazione si incrina, abbiamo i nostri professional whinner che piangono a gran voce.

Ullman in prima linea: ritenuto un tempo il massimo esperto del formato, purtroppo ultimamente ha perso gran parte della sua credibilità a forza di pianti senza dare contributi interessanti al formato o giocare effettivamente il Pauper competitivo.
Quando un maggioranza imbarazzante dei tuoi articoli sono sui ban e la salute del formato, si suppone che tu abbia una buona esperienza della scena competitiva e del discreto test alle spalle, almeno per sapere di quello che stai parlando.
Si suppone.

Ebbene quando la folla povera prende i forconi ed i social Pauper sono in una valle di lacrime, alla Wizard basta mettere a tacere il tutto dando come contentino l’ennesimo ban malfatto basato solo sui numeri e con un bel discorsetto generale giustificatorio.
Le fiaccole della rivolta vengono inzuppate nel fiume di lacrime e si prenza con l’agnello sacrificale di turno.

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La Catena dei Ban

Dopo quello che vi ho detto, vi sarà chiaro che siamo all’interno di una catena di ban che continua da tempo sotto una logica malpensata e poco lungimirante.
Il meta non sarà mai quello buono e all’orizzonte ci sarà sempre i prossimo ban senza orizzonte.

Ieri sono stati bannati Gush e Astrolabio, oggi sarà fatto fuori Flicker o altri pezzi di Tron, ma di chi sarà il turno domani?
Chi sarà il problema in cima di un meta sbilanciato, in prua ad una nave che affonda?
Forse sarà il turno del monarca di fiducia, forse del vostro Atog o della cara Quirion Ranger?

Questa catena non si fermerà mai perchè non è stata forgiata con la logica di costruire, ma solo con quella di imprigionare il deck to beat del momento in un solido anello.
Personalmente mi sento imprigionato in questa logica che vige al momento e sono stanco di questa gestione del formato.
Vorrei giocare all’aperto dipingendo nuovi orizzonti, non stare a respirare di continuo l’aria santia di un’aula di tribunale.

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Un sogno personale

Sogno un mondo dove si osi sbalordire le curve banali.
Sogno dei combo e dei tempo che sgushano liberi.
Sogno dei midrange con folte manabase fluenti.

Sogno un mondo dove non mi guardano la mano gratis.
Sogno una tavolata senza pesci effimerati.
Sogno un bosco dove i tritoni non convivono con le fate.

Sogno un mondo dove alla Wizzy importi dei più poveri.
Sogno dei bei downgrade sotto l’albero.
Sogno un Pauper che torni al Bel Gioco.

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